Il viaggio è un po’ lunghetto, ma niente di che. Fermata da Dunkin’ Donuts, Andre ha le voglie e non poteva aspettare un attimo di più: “Voglio uno Smoothieeeeeeeeeeeeee!!!”… e Smoothie sia (comunque si tratta di un frappé alla fragola con molto ghiaccio). Ora si riparte.
Tornando a ieri, dicevamo che queste località di mare di giorno sono davvero accoglienti e piene di gente, ma verso le 4 inspiegabilmente gli americani lasciano di massa la spiaggia (nonostante il sole sia ancora alto nel cielo), si dirigono probabilmente a casa e queste, fino ad un attimo prima, ridenti cittadine, si trasformano in deserti. Il lato positivo è che sono posti dove chi ama meditare si troverà completamente a suo agio, il lato negativo è che quando esci per cenare ti rendi conto che se non avessi la Lonely che ti indica l’unico locale miracolosamente aperto probabilmente saresti morto di fame. L’unica salvezza sarebbe stato il CVS/Pharmacy (catena di supermarket), aperto 24/7.
Nel nostro girovagare ci siamo trovati infine sulla spiaggia, dove ci siamo goduti una stellata come non si è mai vista…ma faceva un freddo terribile!
Dovete sapere che ciò che rende questi paesi spettrali con il calar della sera, oltre alla mancanza totale di persone e macchine, c’è anche l’assenza di illuminazione.
Un’altra curiosa mancanza, ma questa riguarda qualsiasi città/località di questa costa, è la totale mancanza di locali lungo le spiagge.
Tornando alla cena, Andre ha deciso di rimanere leggero per il viaggio che lo attendeva oggi, quindi si è limitato ad un super piatto di pesce fritto. Ha dormito come un sasso. Ha funzionato.
Dopo 4 orette di viaggio molto tranquillo (leggi una biblica rottura di coglioni per chi guidava), l’arrivo a New York è un po’ traumatico: fermi a 30 km dall’aeroporto, in pieno Bronx. Bene. Proviamo le strade interne. Sono ancora peggio. Tornati sulla Interstate, ci facciamo la nostra oretta di coda che ci obbligherà a correre come dei pazzi tra restituzione del catorcio, check-in, security e imbarco al gate.
Ce l’abbiamo fatta…si riparte verso l’Italia, anche se dal modo in cui parlano tutti i passeggeri, sembra di stare su un Milano-Roma delle 7.30 di mattina

l love dunkin donuts
even l dont understand what you wrote but you hould see my photo with donut in my page
hi to ele
Il MI-RM delle 7.30 credo contenga solo milanesi purtroppo… voi credo che abbiate sofferto molto di più!