Si avvicina l’ultima tappa del nostro viaggio
Potremmo sintetizzarlo in: Washington…foreste, foreste, foreste…Scranton (la città più brutta d’America)…foreste, foreste, foreste, foreste, foreste…Woodstock…foreste…Albany e in questo momento…foreste, foreste, foreste…
E sì perché abbiamo deciso di prendercela con comodo e di salire per 500 e passa km utilizzando solo superstrade e statali interne per tenere fede al titolo del blog.
11 ore di macchina, intervallate da piccole pause per pranzo/pipì, code e benzina.
A proposito di pranzo, siamo finiti in un diner ad Hazleton, l’unica forma di vita sulla State Route 93 in un raggio di 30 miglia. Quello che ci ha stupito è stata la grandezza del diner che avrebbe potuto contenere fino a 400 persone, aveva 4 maxi schermi e wi-fi gratis. L’idea comune è che probabilmente è l’unico posto dove tutta la gioventù del luogo si ritrova nel weekend.
Gli ultimi 100 km fino a Woodstock ce li siamo fatti sulla statale 209, che attraversa le Catskills Mountains, che danno il nome a questa piccola regione ricca di cittadine, aziende agricole, centri di villeggiatura e foreste. Dicono che in estate sia colonizzata dai newyorkesi con la puzzetta sotto al naso, un po’ come succede alla Val Camonica con i milanesi.
Per tutti coloro che sono nostalgici dell’epoca hippy (vedi Andre che mi ha costretto a questo pellegrinaggio, che tra l’altro gli dovevo considerando Perth Amboy) sappiano che Woodstock è diventata una città un po’ fighettina (come Ponte di Legno, per continuare il parallelismo) con sporadiche comparse di personaggi in stile, piuttosto mal ridotti e in età avanzata. Presentano ancora segni evidenti di appartenenza alla specie attraverso lunghi capelli (un po’ sporchi), vestiti trasandati e chitarre in spalla.
Qualche km prima il vero benvenuto te lo offre un mega concessionario di Harley Davidson, che di per se non sarebbe così inusuale se non fosse che per i precedenti 90 km le uniche forme di civiltà erano fattorie.
Verso sera ci siamo diretti ad Albany, capitale dello Stato di New York, dove abbiamo deciso di passare la notte. Guidati dalla pubblicità di una nota catena locale di Motel, abbiamo deciso di alloggiare in una delle loro “great ” stanze. Le stanze effettivamente non erano male, anche se Ele, fissata con la pulizia, ha dovuto chiudere tutti e due gli occhi, l’alternativa, secondo lei, sarebbe stata la disinfestazione. Ma siamo sopravvissuti, anzi, è sopravvissuta, e ha pure dormito bene.
Mancano solo 5 miglia a Boston. Dicono che è una città bellissima. Sperem!
Alla prossima!!



